Le direzioni dei nuovi rami non sono speculari. Chioma illustrativa sui nodi con foglie attive. Rami solidi; tratteggio ambra = deformazione lineare.
Segmenti
Altezza · m
Riserva libera · kg C
Indice di eccentricità*
Animazione schematica del cedimento: non integra urti, elasticità o la traiettoria fisica di caduta.
Diametro basale del fusto · cm
Tensione massima · MPa
Fattore di carico critico
Momento all’ancoraggio · N·m
Che cosa è documentato, che cosa è ancora ipotizzato
Riferimento scelto: Populus nigra, condizioni di controllo dello studio POPFACE di Gielen et al. (2002). Si tratta di giovani alberi in piantagione clonale: non di una popolazione di plantule appena germinate.
Elemento
Stato del parametro
Angolo d’inserzione
Media osservata 53°, errore standard 1°, prima stagione, controllo. Usarlo come media dell’angolo alla nascita è una nostra ipotesi di raccordo.
Dispersione degli angoli
Normale limitata tra 5° e 85°, deviazione 12°: ipotesi esplorativa. NON ricavata dall’errore standard di 1°.
Piantina iniziale
Altezza iniziale: media 9,42 cm, deviazione standard 3,03 cm, coorte sabbia+torba 2019 (N=160); normale positiva ricostruita, non dati grezzi. Inclinazione 8° e diametro restano ipotesi. È una piantina di vivaio a fine stagione, non un germoglio appena nato.
Attivazione delle gemme
Bernoulli per nuovo nodo: forma motivata dai modelli GreenLab; probabilità 0,12 ancora esplorativa, non stimata sul pioppo nero.
Lato della ramificazione
Sorteggio indipendente 50/50: ipotesi di ambiente isotropo. Non impone coppie di rami né alternanza; introduce però simmetria nella distribuzione attesa.
Processi ordinari
Regole di risorse, allungamento, orientamento, ispessimento e sostegno fissate. I risultati dipendono comunque da foglie, ombra, carichi e disponibilità delle risorse.
La proiezione è bidimensionale; gli angoli della letteratura sono misurati sulla struttura reale tridimensionale. Non abbiamo ancora dimostrato che questa semplificazione conservi le proprietà della chioma.
La forma di Bernoulli non basta a rendere la probabilità “misurata”: prima di rivendicare una simulazione statisticamente calibrata servono dati sul numero dei nodi, gemme attivate e variabilità degli individui, coerenti per specie, età e condizioni.
Fonte per le altezze iniziali: Vujnović et al. (2023), tabella 1. Cohorte di vivaio selezionata: non si generalizza a tutte le piantine. Altezza e diametro non sono stati acquisiti come distribuzione congiunta.
La chioma è disegnata con gruppi di foglie, ispirati a un pioppo dalla fronda piena. La densità grafica è illustrativa: area fogliare, peso e acquisizione di carbonio restano quelli del modello. I nodi che perdono le foglie non conservano una chioma decorativa.
I processi fissati del protocollo
La crescita primaria aggiunge segmenti agli apici del fusto e dei rami. Entrambi seguono le stesse regole locali e competono per le risorse. Non imponiamo un fusto verticale o un’alternanza dei rami. Il primo asse è chiamato fusto per identificarlo, non perché riceva una direzione privilegiata. La luce locale regola l’acquisizione di carbonio; la risposta direzionale verso l’alto resta una legge semplice fissata, non ancora una separazione calibrata di gravitropismo, fototropismo e propriocezione; ogni incremento di legno e ogni nuova foglia hanno un costo. Le risorse accantonate per un apice non possono essere spese due volte.
Ispessimento: nuovi strati accrescono il raggio di ogni segmento; aumentano la rigidezza ma anche il peso. Gravità: il peso del legno fresco e delle foglie produce forze verso il basso. È distinta dalla preferenza dei nuovi germogli verso l’alto. Vento: forza laterale costante, qui diretta verso destra. Radici: il terreno trattiene le traslazioni, mentre la base può ruotare contro una molla; rigidezza e soglia crescono con la massa radicale, la cui costruzione consuma risorse. Nella pagina delle prove con interruttori puoi confrontare questo ancoraggio con una base perfettamente incastrata.
Legno di reazione: gli strati appena aggiunti possono cambiare la curvatura intrinseca e opporsi alla deviazione dalla postura iniziale locale. Questa è una chiusura semplificata, non un modello completo di maturazione. Il legno di reazione può agire solo quando vengono prodotti nuovi strati. Non raddrizza automaticamente tutti i rami in verticale.
Quando il modello prevede un cedimento: vengono controllati superamento della soglia del materiale, instabilità elastica sotto carico e cedimento dell’ancoraggio. Il punto critico è evidenziato in rosso. Una deformazione troppo grande arresta invece la prova come limite del calcolo, senza dichiarare un crollo. La caduta successiva è illustrata con un’animazione schematica, senza integrazione fisica di traiettoria, fratture progressive o urti. Il primo ciclo critico e l’ultimo ciclo controllato precedente vengono riportati. Non sono traducibili in anni senza calibrare la crescita nel tempo.
Il calcolo usa travi piane omogenee, piccole deformazioni e carichi nodali. L’analisi di instabilità è lineare con compressione media per segmento. Lo scenario è esplorativo: non sono ancora inclusi grandi spostamenti, raffiche, radici ramificate nel terreno, anisotropia o dati calibrati di una specie. Le direzioni di crescita usano la geometria di riferimento; non vengono ancora aggiornate sulla configurazione deformata. È possibile confrontare i moduli, ma non interpretare i valori come previsione per un albero reale.
* L’indice è il valore assoluto della posizione orizzontale media dei nodi, diviso per la loro massima distanza orizzontale dalla radice. È un indicatore di eccentricità rispetto alla radice, non una misura completa di simmetria, bellezza o equilibrio meccanico. Nessuna regola usa questo indice per correggere la crescita.